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Private credit (credito privato) e direct lending: cosa sono, rischi e rendimento

Simone Cilluffo, CEFA · Hartmer Equity Research · 27/10/2026 · lettura di 4 minuti

Il private credit è uno dei segmenti della finanza cresciuti più in fretta nell'ultimo decennio. Sempre più spesso viene proposto anche a investitori privati: prima di valutarlo, conviene capire come funziona e dove stanno i rischi.

Che cos'è il private credit

Per private credit si intendono i prestiti concessi alle imprese da intermediari diversi dalle banche, in genere fondi specializzati, al di fuori dei mercati pubblici delle obbligazioni. La forma più diffusa è il direct lending: un fondo presta direttamente a un'impresa di medie dimensioni, spesso controllata da un fondo di private equity, con condizioni negoziate caso per caso. I prestiti sono di solito a tasso variabile, a medio-lungo termine e non vengono scambiati su un mercato.

Quanto è grande

Secondo il Financial Stability Board, a fine 2024 il private credit valeva tra 1.500 e 2.000 miliardi di dollari a livello globale, con gli Stati Uniti come mercato principale, intorno ai 1.000 miliardi, seguiti da area euro e Regno Unito (FSB, Report on Vulnerabilities in Private Credit, 6 maggio 2026). Le stime variano molto in base alla definizione usata.

Private credit (credito privato) e direct lending: cosa sono, rischi e rendimento: schema Hartmer Equity Research
Grafica Hartmer Equity Research. Esempi numerici illustrativi.

Il direct lending negli Stati Uniti

Gli Stati Uniti sono il mercato più grande e più maturo: secondo il FSB valgono circa 1.000 miliardi di dollari, più della metà del totale. Una parte importante passa dalle Business Development Company (BDC), veicoli che finanziano imprese di medie dimensioni e che in molti casi sono accessibili anche agli investitori privati, quotate in Borsa o con riscatti periodici.

Perché è cresciuto

I rischi principali

Credito privato: rischi e rendimento

Il rendimento del credito privato è in genere più alto di quello dei prestiti bancari e delle obbligazioni quotate di imprese simili. Non è un regalo: remunera rischi precisi. Il primo è il rischio di credito, perché le imprese finanziate sono di medie dimensioni e spesso molto indebitate. Il secondo è l'illiquidità: i prestiti non si vendono su un mercato e chi investe può dover aspettare anni per rientrare. Il terzo è la minore trasparenza, perché i prestiti sono valutati con modelli interni e non con prezzi di mercato.

Per chi investe conta il rendimento netto, non quello lordo dei prestiti: commissioni di gestione e di performance possono assorbirne una parte rilevante. E poiché i tassi sono quasi sempre variabili, il rendimento scende quando le banche centrali tagliano i tassi, mentre il peso degli interessi sulle imprese sale quando li alzano.

Il private credit e l'investitore privato

Negli Stati Uniti la quota del patrimonio del settore riconducibile a investitori retail è passata da quasi zero a circa il 13% in dieci anni (FSB, 2026). Prima di valutare un prodotto di questo tipo conviene chiedersi: quanto spesso e a quali condizioni si può riscattare? Come vengono valutati i prestiti? Quanta leva hanno le imprese finanziate? Quali commissioni gravano sul rendimento?

Sono le stesse domande che un analista pone davanti a qualsiasi investimento: capire che cosa si sta comprando, prima del rendimento promesso.

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