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Riclassificazione del bilancio: lo stato patrimoniale funzionale

Simone Cilluffo, CEFA · Hartmer Equity Research · 23/10/2026 · lettura di 3 minuti

Il bilancio che un'azienda pubblica non è pronto per essere valutato. Prima bisogna riordinarlo per separare due domande: quanto capitale serve all'attività e chi lo finanzia.

Perché riclassificare

La riclassificazione, chiamata anche rielaborazione del bilancio, riordina i prospetti contabili secondo una logica utile all'analisi.

Lo stato patrimoniale civilistico mescola voci operative, come magazzino e crediti verso clienti, e voci finanziarie, come debiti bancari e liquidità. Per misurare quanto rende il business, indipendentemente da come è finanziato, le due cose vanno separate.

Lo schema funzionale

Riclassificazione del bilancio: lo stato patrimoniale funzionale: schema Hartmer Equity Research
Grafica Hartmer Equity Research. Esempi numerici illustrativi.

Cosa permette di calcolare

Solo dopo la riclassificazione si ottengono le grandezze su cui si basa una valutazione seria: il ROIC, cioè il rendimento operativo sul capitale investito; i flussi di cassa operativi; il valore d'impresa (enterprise value), che si confronta con l'EBITDA nei multipli. Sono misure che non dipendono da quanto debito ha l'azienda, e quindi permettono di confrontare società con strutture finanziarie diverse.

Anche il conto economico va riletto: si separano i risultati della gestione caratteristica da quelli finanziari e dalle poste non ricorrenti, che altrimenti distorcono margini e multipli.

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Contenuto a scopo informativo ed educativo: non costituisce consulenza in materia di investimenti né raccomandazione su strumenti finanziari. Gli esempi numerici sono illustrativi, salvo dove è indicata una fonte con data.